PizzaBlog 

Partecipa al nostro blog ed entra in contatto con la comunita' di chi vuol mangiare bene. 

Siamo sicuri di ciò che diamo da mangiare ai clienti?

28 Luglio 2009

C'era l'azienda di cosmetici che confezionava cioccolatini, quella che metteva in commercio carni scadute, il formaggio fuso adulterato con cellulosa e il pane biologico addizionato con antimicotici vietati dalla legge. Orrori alimentari messi alla luce dai Nas dei carabinieri che, con una vasta operazione, hanno effettuato sequestri in varie regioni d'Italia. 


L'operazione, denominata«Cibo sicuro», ha portato complessivamente al sequestro di 900 tonnellate di prodotti alimentari e alla denuncia di circa 20 persone tra Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli, Liguria ed Emilia Romagna. Tra i diversi casi scoperti nel Milanese, parecchi riguardano l
'adulterazione di formaggi a pasta filata, in cui finivano cellulosa microcristallina, biossido di titanio, latte in polvere e altre sostanze vietate.

In provincia di Torino, nella rete dei carabinieri del Nucleo antisofisticazione sono finite oltre 18mila confezioni di pane di segale integrale e farro addizionate con ortofenilfenolo, un antimicotico usato per gli agrumi.

Studenti si sentono male in Pizzeria, chiuso il locale.

FIRENZE - Una quindicina di studenti in gita scolastica a Firenze hanno accusato malori dopo una cena in una pizzeria, hanno avvertito la Polizia Municipale che, a seguito di controlli, ha disposto la chiusura immediata del locale. E' accaduto ieri sera in un esercizio di via Calzaioli, in pieno centro. Appena usciti dal locale, gli insegnanti si sono rivolti agli agenti di Polizia Municipale in servizio in piazza del Duomo.

I vigili urbani del distaccamento della Zona Centrale hanno subito provveduto a controllare il locale, insieme a personale sanitario della Asl. Dai primi accertamenti, nella pizzeria e' stata riscontrata la presenza di blatte e scarafaggi, sufficiente per chiedere al sindaco la chiusura immediata del locale. Nei prossimi giorni verranno effettuati controlli piu' approfonditi.(ANSA.IT)

Sottosegretario Martini: è allarme obesità, 1 milione di bambini in sovrappeso

I nostri bambini sono in sovrappeso, «mangiano troppo già a metà mattinata e l'80% di loro consuma merendine in eccesso, alimenti che non contengono quei principi nutrizionali di cui hanno bisogno». Così Francesca Martini, sottosegretario alla Salute, intervistata da Livia Azzariti nel corso della trasmissione Uno Mattina. Tema dell'intervista il sovrappeso e l'obesità dei nostri figli: «Sono più di un milione infatti i bimbi italiani tra i 6 e gli 11 anni con chili di troppo - ha spiegato Martini - un fattore di rischio per lo sviluppo di molte malattie, problemi che hanno alti costi sociali e sanitari». Bambini che mangiano troppo e male, una fotografia scattata dal progetto “Okkio alla salute”, promosso dal ministero del Welfare e coordinato dall'Istituto superiore di Sanità in collaborazione con il ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca e con la partecipazione dell'Istituto nazionale di ricerca e nutrizione.

«L'indagine rappresenta la prima mappa nazionale di sovrappeso e obesità dei bambini italiani - ha spiegato il sottosegretario alla Salute, collegata dal primo banco di una classe elementare - ed ha coinvolto 45 mila bimbi di 2.610 classi italiane. Come campo di indagine abbiamo scelto la quarta classe della scuola primaria, una fase importante per i bambini in cui si modificano alcuni assetti e cambiamenti ormonali. Vogliamo dare un segnale positivo, promuovere alcune regole fondamentali che riguardano si i bambini ma anche i genitori: consumare tanta frutta e verdura, guardare ai principi nutrizionali e alla qualità degli alimenti, evitare cibi confezionati», ha continuato Martini. Per la salute dei nostri figli oggi e per evitare danni fisici e costi sanitari domani «deve passare un messaggio fondamentale, che l'alimentazione è davvero importante. Ci rivolgiamo alla famiglia, alla scuola e ai bambini, che ormai già a quest'età' sono intelligenti e molto ricettivi», ha concluso Francesca Martini.

Fonte: Agi

PizzaUp: Simposisti a confronto

L'importanza del metodo e della regola per il lavoro del pizzaiolo: dalla scelta delle materie prime e della farcitura, preparazione degli impasti e degli ingredienti per il topping. A confronto i professionisti del Simposio 2008. In ordine Allegra Natale (Sicilia), Arias Ricardo (Veneto), Bilali Beniam ( Emilia Romagna), Bosco Renato (Veneto), Busa Renato (Veneto), Cammarata Francesco (Sicilia), Carta Eugenio Antonio (Sardegna), Causa Enrica (Veneto), Coluccia Paolo (Umbria), Crescenzi G. Battista (Toscana), Crestani Michele (Veneto), Crosara Stefano (Veneto), Dal Cero Fabrizio (Veneto), Dell'Orefice Luigi  (Abruzzo), Friso Mauro (Veneto), Liboni Patrizio (Veneto), Manganelli Gaetano (Emilia Romagna), Migliolaro Marco (Veneto), Monogrammi Graziano (Toscana), Nasti Carmine (Lombardia), Pasinelli Fabrizio (Lombardia), Pavan Paolo (Sardegna), Pavanello Marco (Veneto), Pinton Andrea (Veneto), Raschini Giammario (Marche), Sarli Ruben (Veneto), Scaglioni Francesco Armando (Lombardia), Scaioli Riccardo (Veneto), Stufani Giuseppe (Abruzzo), Toffoli Maurizio (Veneto), Torre Valerio Luca (Emilia Romagna), Tuccio Giuseppe (Sicilia), Turozzi Nicola (Veneto), Ventolini Monica (Lazio), Vettoretto Mauro (Veneto).


Il mangiatore più veloce!

Usa: mangiatore di pizza vince torneo a NY

Joey Chestnut ha vinto il torneo 'Famous Famiglia World Pizza Eating Championship' a Times Square, a New York, mangiando 45 fette in dieci minuti. Nel 2007 vinse la gara per mangiatori di hot dog.

Pizza o hot-dog, per Joey Chestnut non cambia nulla. Per lui sono entrambi cibi da divorare in quantità abbondanti.
Il 24enne di San Jose, California, è infatti riuscito a divorare 45 fette di pizza in dieci minuti e si è aggiudicato il primo torneo 'Famous Famiglia World Pizza Eating Championship' a Times Square, a New York.

Chestnut ha raccontato di aver digiunato per più di un giorno per prepararsi a questa nuova sfida "gastronomica": ha piegato e schiacciato i pezzi per "trangugiarli" più facilmente. La celebrità l'aveva comunque già conquistata nel 2007, quando vinse la quarta competizione per mangiatori di hot-dog a Coney Island; quest'anno ha confermato il titolo mangiandone 59 in dieci minuti.

Il giornale sotto la pizza

Non solo giochi, storielle e battute. Sulle tovagliette di pub e ristoranti c' è perfino un giornale. La novità, prima free-press da tavola, si chiama Il restomancia, direttore Pino di Maula. Un giornale-tovaglia che si può leggere gustando una pizza. Fra le notizie, qualche inusuale ricetta e articoli su alimentazione e salute. E c' è pure un feuilleton, romanzo popolare a puntate, che ha già i suoi appassionati come le telenovele televisive. Distribuito in 80 mila copie a Roma, questo mensile-tovaglietta si può trovare in oltre 100 locali della capitale (fra quelli che aderiscono alla Confcommercio che ha sponsorizzato in parte l' iniziativa, come Castroni in via Flaminia, Canova o Di Rienza al Pantheon) e in altre nove città italiane. E si pensa già ad un futuro molto più ampio. Non per nulla Il Restomancia si ispira ad un altro giornale storico italiano, il Resto del Carlino: «Il foglio bolognese - racconta Pino di Maula - quando nacque nel 1885, veniva infatti distribuito nelle tabaccherie come resto di due centesimi a chi, con una moneta da dieci centesimi detta "carlino" acquistava un sigaro toscano che ne costava otto». Colori accattivanti, foto d' epoca e caratteri classici per un giornale che vuole essere solo un punto di partenza per altre iniziative editoriali, che includeranno presto una collana di libri tascabili. «Per adesso - aggiunge il direttore responsabile - abbiamo aggiunto due «S», sapori e salute, alle solite cinque come sesso, soldi, spettacoli, sangue e sport. Con il nostro giornale gratuito preferiamo ispirarci soprattutto al buonumore». (L. Ga.)

Pizza AUTOMATICA?

LA PIZZA AUTOMATIZZATA - Se per molti nordamericani la pizza è ancora sinonimo di una grande catena in franchising, la Pizza Hut, in Asia e in Australia si fa strada la pizza direttamente dal distributore automatico; molto simile a quello per le sigarette o le bibite. Il suo nome è “Wonder Pizza Italy”, lo slogan invece “Best italian Pizza”. Il marchingegno, grande come un frigorifero è stato progettato a Torino. Ci sono voluti sette anni per realizzare la macchina e oltre 10 milioni di dollari per la progettazione e per lancio, secondo il sito della compagnia di Volvera con sede a Payneham South nel sud dell’Australia.
PRONTA IN 90 SECONDI - In soli 90 secondi (ordinazione compresa) verrà sfornata una pizza (di 23 centimetri di diametro), senza che nessun pizzaiolo (o altri) ci metta mano. Una macchinetta può contenere fino a 102 pizze e la scelta è (per ora) tra tre differenti tipi (Margherita, Supreme e Hawaii). Il prodotto viene tostato elettronicamente e non viene usata la tecnica del microonde, assicurano i progettisti. Il costo è di cinque dollari per pizza.
USA, EUROPA, MEDIO ORIENTE E AUSTRALIA - I distributori saranno presto disponibili negli Stati Uniti, in Europa, nel Medio Oriente e Australia, assicurano dalla società. Aeroporti, ospedali, università, uffici, stadi, metropolitane, centri commerciali, la “WonderPizza”, ha l’intenzione di espandere ovunque il distributore patentato. La macchinetta è già presente sul mercato americano con il marchio “Wonder Pizza Usa”, così come anche in Spagna, Grecia, Messico, Norvegia, Svezia e Gran Bretagna.

La pizza nel mondo 

IMG_0282


Un esempio di ottima pizza

ROMA - Pasta e pizza vanno per la maggiore, anche al di fuori dei confini nazionali. La ristorazione italiana ha sempre più successo nel mondo e, secondo i dati della Fipe, le trattorie, i ristoranti e le pizzerie tricolori all'estero sono arrivate a quota 72.000, praticamente lo stesso numero di quelle sparse per la penisola. Ogni giorno nel mondo 500.000 persone lavorano per "sfamare" oltre 3 milioni di clienti che entrano in contatto con la cucina made in Italy generando un giro d'affari di 30 miliardi di dollari. Da una ristorazione di sussistenza, di necessità e un po' improvvisata, legata ai grandi flussi di emigrazione di inizio '900, si e' passati oggi a una cucina di alta qualità, caratterizzata da marchi prestigiosi, come il celebre Cipriani a New York.

 "La ristorazione italiana nel mondo - dichiara Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe - è una grande opportunità per il Paese fino da oggi fortemente sottovalutata. Quale altro Paese al mondo, esclusa la Cina, ha la fortuna di avere una rete di ristoranti che ha oltre un miliardo di contatti l'anno, come la nostra? In una fase economica drammatica come quella italiana non dovremmo sprecare qualsiasi opportunità di ripresa. Ed export alimentare e soprattutto turismo sono settori che possono darci molto in questo senso. Il modo di alimentarsi, il modo di condividere un evento - afferma - sono cose che la nostra grande tradizione eno-gastronomica, unita al nostro senso dell'ospitalità, possono far diventare un patrimonio dell'intera umanità".

(fonte:ansa.it)



La pizza anti invecchiamento

pizza antinvecchiamento

Iorio(docente nutrizionista) e Mogavero(intraprendente pizzaiolo) della pizzeria "La fabbrica dei Sapori"  di Battipaglia (Sa) propongono ai loro ospiti una pizza «anti-aging», anti-ossidante, anti-invecchiamento. Come? La novità è nell’impasto, realizzato con un insieme di farine integrali e con un mix di 8 vegetali crudi. Si chiama «Primula», è pubblicizzata con lo slogan «per chi vuol mantenersi giovane» e sul menu è indicata come la pizza che ti dà benessere. ha più fibra alimentare, tre volte di quella normale e fornisce così la metà del fabbisogno quotidiano; ha più magnesio, 29 mg su 160 grammi, più del doppio di quella normale; ha più ferro; conserva tutta l’acqua dei vegetali con i quali è realizzata: pomodoro, rucola, basilico, aglio, zucchine, cipolle rosse, carote, spinaci; piace ai bambini, che di solito non amano la verdura. E soprattutto, rappresenta più di una delle cinque dosi giornaliere consigliate dai creatori americani della formula «five-a-day» per evitare l’ossidazione.


Fonte: la stampa.it


La pizza arriva a Baghdad

BAGHDAD, 28 AGO - Nella citta' meridionale irachena di Samawa e' arrivata una novita': la pizza. Per la prima volta, in centro citta', e' stata aperta una pizzeria, che ha subito registrato un tale successo da farne parlare la tv nazionale, al Iraqiya. 'La pizza e' una cosa che ci avvicina alla civilta'. Fino ad ora l'avevamo vista solo nei film italiani, alla tv'', ha detto un cliente intervistato da al Iraqiya.

Il locale giusto 

Di solito parliamo di qualità della pizza, ma oggi vorrei porre un quesito a tutti i nostri amici pizzaioli:  la bella presenza del locale, come ad esempio un arredamento accattivante o la particolarità di alcuni accorgimenti stilistici, fino a che punto possono essere utili ai fini delle vendite? Una volta si diceva che la pubblicità è l'anima del commercio, ma fino a dove arriva la qualità del lavoro e fino a dove arriva invece tutto il contorno?Preferireste essere ricordati per la qualità delle vostre pizze o per tutto il resto?

Potrei girare la domanda anche ai clienti, chiedendo se preferiscono del personale di bella presenza, magari giovane, molto attraente ma poco preparato, oppure un cameriere che abbia la competenza necessaria per assistere il cliente, che sappia consigliare con cognizione di causa?

La pizza più buona 

A me personalmente piace la pizza  in modo sempre diverso, comunque in generale credo che la pizza classica con crudo sia la più buona in assoluto!

Però non intendo dire che la pizza sofisticata non mi piaccia, e tantomeno che disprezzo la semplice margherita;ovvio che la  condizione necessaria/sufficiente è che  la pizza deve essere buona e lievitata come Dio comanda...

Cosa cerchi in una buona pizza?

In una buona pizza, cerchi di intravedere la qualità, la capacità del pizzaiolo, la qualità degli ingredienti o cos'altro?

Intendo dire, una pizza, per essere buona e per piacere al palato e allo stomaco, cosa deve avere?

Riparte!

Oggi riparte il sito di università della pizza, con due nuovissime sezioni dedicate ai download e alle sempre più frequenti FAQ. Nella sezione RICETTE potrete trovare le ricette estratte da "PIZZA & FOOD", preparate dai nostri esperti di UNIVERSITA' DELLA PIZZA.


Fateci pervenire le vostre domande all'indirizzo email   

info@universitadellapizza.com  

i nostri esperti,  pizzaioli e docenti, attendono le vostre domande!


Benvenuti

Oggi si apre il nuovo sito dell'Universita' della Pizza, costruito per chi vuol parlare della pizza, per chi cerca una buona pizza, per chi vuole conoscere nuove ricette, ma soprattutto per chi vuol mangiare bene un piatto tradizionale che fa fare bella figura all'Italia nel mondo.

Questo spazio è per tutti voi. Lasciate qui i vostri commenti e dialogate con la comunita'. 

Il primo argomento sul quale vogliamo farvi discutere è il seguente:

LE PIZZERIE ITALIANE SENTONO L'ESIGENZA DI SERVIRE PIZZE DIVERSE DAL SOLITO, O LA PIZZA COSI' COM'E' VA BENE A TUTTI ? 

Attendiamo i vostri commenti e le vostre provocazioni.


Cosa pensi della pizza ?

Quante pizzerie frequenti normalmente ? Una, due, tre ... o sei sempre alla ricerca di nuove proposte ? Scegli una pizzeria a seconda della compagnia, oppure perchè ha una buona carta delle birre ? La pizza che mangi abitualmente è digeribile oppure ti dà tanta sete anche durante la notte ? Scrivici i tuoi commenti cliccando sul link qui sotto.

Arte Innovativa degli Alimenti 2007, Tutti i diritti riservati